RESTAURO SALA PRINCIPALE

L’intervento di restauro è partito dalla rimozione per successive campiture della velinatura di protezione precedentemente applicata.
Successivamente è stata eseguita la pulitura applicando alla superficie dipinta un impacco pulente e desalinizzante di carta giapponese e soluzione salina satura al fine di solubilizzare lo strato di sporco soprammesso. Dopo un tempo di posa variabile, definito zona per zona con prove di pulitura propedeutiche, si è proceduto al risciacquo con getto a basa pressione di vapore d’acqua, al fine di rimuovere lo sporco e neutralizzare i solventi applicati. Terminata la pulitura si è proceduto con le operazioni di consolidamento degli intonaci distaccati tramite iniezioni di malta legante a basso peso specifico composta da calce aerea (idrata) ed inerti adeguati e/o resine acriliche. Successivamente sono state effettuate le stuccature di tutte le crepe, lacune e fessurazioni presenti, con malta di calce idrata ed una miscela di sabbie, simile per colorazione e granulometria a quella costituente l’intonaco antico, al fine di restituire continuità strutturale alla superficie di finitura e ripristinare la complanarità dello strato pittorico.
Si è quindi proceduto con il ritocco pittorico a ricomporre l’unità cromatica d’insieme del quadro pittorico. Si è operato con metodologia diversa a seconda della tipologia di superficie: sulle cadute di pellicola pittorica o abrasioni superficiali abbiamo eseguito velature ad acquerello, al fine di restituire l’unità di lettura cromatica all’opera. Sulle stuccature è stata eseguita la reintegrazione a rigatino.
Il rilevato in stucco è stato inizialmente descialbato dagli strati di pittura applicati in fasi successive, tramite bisturi e piccole spatole. Successivamente abbiamo eseguito il consolidamento e ristabilimento degli stucchi distaccati, mediante iniezioni di resina acrilica in soluzione acquosa (al 3 – 5%) e di malta da iniezione a basso peso specifico.
Si è quindi proceduto alla sutura di tutte le lacune, fessurazioni e ricomposizione di piccole parti mancanti con malta di gesso bianco e cellulosa, infine alla tonalizzazione cromatica delle superfici in stucco, con velature a più mani, eseguita con grassello di calce e terre naturali colorate.